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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Admin (del 19/11/2008 @ 01:02:28, in Notizie, linkato 445 volte)
E pensare che lo servono ai bambini nelle mense
scolastiche
PANGASIO DAL VIETNAM
Pangasius hypophthalmus
E' uno dei pesci più avvelentati
non solo da Arsenico
ma anche da metalli pesanti
del pianeta!

ecco cosa mangiano i nostri figli!
Questo, nonostante il titolo, non è un post che parla di ricette di cucina. O meglio, ne parla, ma non al fine di farvi gustare qualcosa di buono. Prima di tutto, vediamo cosa ci racconta bofrost, uno dei più grandi distributori di surgelati nel nostro Paese, circa i filetti di Pangasio: Filetti dalla carne chiara e tenera, puliti con cura per dare spazio alla tua fantasia in cucina. Allevato nelle acque correnti dei fiumi, il Pangasio ha un gusto dolce e delicato. Per un tocco da veri Chef, lascialo marinare per qualche minuto prima della cottura. (Peso netto sgocciolato: 675 g - 1000 g sgocciolati = € 20,37). Ora lasciamo stare bofrost, che è uno dei pochi che in Italia lavora seriamente, e andiamo a vedere cosa c'è a monte.


Che il Pangasio non sia un pesce mediterraneo, lo intuiamo dal fatto che fino a pochi anni fa non sapevamo neanche cosa fosse, e molta gente non sa neanche ora cosa sia. Cerchiamo di fare un po' di luce. Prima di tutto, il Pangasio vive solo in un paio di fiumi: nel Chao Phraya e soprattutto nel Mekong, dove è diffusissimo. Pertanto è un pesce d'acqua dolce. Viene allevato soprattutto in Vietnam, nel bacino del delta del Mekong. Poi viene spedito in Europa. Nei discount.
Dove viene venduto surgelato o decongelato; nell'etichetta è dichiarata l'aggiunta di E451 cioè tripolifosfato di Sodio, ma non è quasi mai precisata la presenza di conservanti. No, non è questo il problema. La prima cosa che mi infastidisce, e lo dico sinceramente, è che il Pangasio è presente nei menu di vari ristoranti, perchè come pesce costa poco, nonostante arrivi per via aerea dal Vietnam, ma viene presentato come pesce di mare, quando in realtà di mare non è.
Perchè in realtà non voglio parlare del Pangasio, se non in modo indiretto. Infatti, se volete saperne di più di questo pesce del Mekong, vi rinvio alla voce wikipedia che lo riguarda. Già, è un pesce del Mekong. E allora forse vorrei proprio parlare del Mekong, il fiume più lungo e importante dell'Indocina. Sorge nell'altopiano del Tibet, poi attraversa la provincia cinese dello Yunnan, poi il Myanmar, la Thailandia, il Laos, la Cambogia e il Vietnam. Il vero problema del fiume è che se diamo uno sguardo alla lista dei dieci fiumi più inquinati al mondo, il Mekong c'è sempre, da decenni.
Contrariamente a quanto spesso si afferma, la pesca abbondante e l'attività di acquacultura svolta nel delta del Mekong non sono indici di salubrità delle sue acque. La Cina ha già costruito sul fiume 3 dighe, ed altre 8 sono in costruzione. Lungo il fiume ci sono 203 aree industriali nel tratto cinese, altre 7 più a valle, per un totale di 210 aree industriali che scaricano i loro reflui nel fiume. Il 70% di queste aree industriali, infatti, non ha un sistema di smaltimento centrale ed anche il 90% di tutte le fattorie scaricano le loro acque senza alcun trattamento. La cosenguenza è che il livello di
Arsenico !
metallo pesante estremamente tossico e responsabile della breve durata di vita del popolo vietnamita, è sempre altissimo: una media di 39 microgrammi al litro, ed un valore massimo di 845 microgrammi al litro. E tutto questo Arsenico, va a finire dove? Nel delta del fiume, nelle province Vietnamite di An Giant, Can Tho e Dong Thap, che usano proprio le acque del delta del Mekong... per far cosa? Per allevare il Pangasio. Che poi viene congelato, e spedito in Italia con aggiunta di E451, nei nostri centri commerciali.
E' uno dei pesci più avvelentati (non solo da Arsenico ma anche da metalli pesanti) del pianeta!!!!!!!!!!!!!!
Capito ora perchè costa meno degli altri tipi di pesce?
Buon appetito! Fonte Logorrea partorita da: alex321 BLOGGER

RICEVIAMO E
PUBBLICHIAMO
Massimiliano Orlando di
Info@consumatori
di Massimiliano Orlando Direttore Info@Consumatori .
Il menù della mensa scolastica di Termoli prevede che ai bambini venga servito il pesce Pangasio (vedi ad esempio il menù di venerdi 31 ottobre 2008). Digitando Pangasio su un comune motore di ricerca quale google, il secondo risultato riporta il seguente titolo: "Pesce Pangansio: il veleno è servito". I forum su internet sono pieni di domande di cittadini e genitori in cerca di chiarezza. Una confusione che rischia di creare allarmismi più o meno giustificati. Numerose sono state infatti le segnalazioni arrivate alla redazione di Info@Consumatori da parte di genitori che, disponendo del collegamento ad internet, si dicono preoccupati, anche perchè, dubbi sul pesce pangasio servito nelle mense scolastiche, sono arrivati da importanti organi nazionali d'informazione quali, solo per fare alcuni esempi: Rai Uno, il quotidiano on line La Stampa.it, La Repubblica Salute del 13 novembre 2008 ecc. Premettiamo che, allo scopo di evitare inutili allarmismi, la nostra redazione ha provveduto ad effettuare alcune documentate considerazioni che sottoponiamo all'attenzione dell'amministrazione comunale di Termoli, che ha più volte dichiarato di voler operare verso un servizio volto alla genuinità degli alimenti, e all'azienda che da quest'anno gestisce la mensa scolastica e che, fino ad oggi, ha dimostrato volontà d'intervernto rispetto ai problemi riscontrati dai bambini e dai genitori, come ad esempio quello del porzionamento dei cibi.
CHIEDIAMO
pertanto all'amministrazione comunale di eliminare dal menù della mensa scolastica di Termoli il pesce pangasio sostituiendolo con altra specie, allo scopo di tranquillizzare i genitori dei bambini da ogni possibile dubbio relativo alla qualità dello stesso.
La nostra richiesta è supportata dalle seguenti considerazioni relative a carattersitiche nutrizionali e di provenienza del Pangasio. 1) Presenza di E451 - non si conoscono effetti collaterali per uso alimentare Elvira Naselli, redattrice di Repubblica, nella rubrica Benessere e Alimentazione afferma: "Il Pangasio appartiene alla famiglia dei pesci gatto. Viene molto usato nella ristorazione collettiva perchè costa poco. E' allevato nel bacino del Mekong in Vietnam. Arriva in Italia in filetti senza spine decongelati oppure congelati e glassati, spesso trattati con E451: trifosfati potassici per trattenere l'acqua durante lo scongelamento e migliorarne la consistenza". La presenza di E451 è riportata sulle etichette dei prodotti confezionati. A tal proposito il sito web specializzato food-info.net specifica che dell'E451, utilizzato di solito come tampone, stabilizzante ed emulsionante, non si conoscono gli effetti collaterali per uso alimentare. 2) ALLEVATO NELLE ACQUE DEL MEKONG - Uno dei fiumi più inquinati del mondo Il Presidente nazionale piscicoltori, Pierantonio Salvador, esprime perplessità sulla provenienza del Pangasio ad Antonella Mariotti su Lastampa.it: "Negli Usa ci invidiano i nostri sistemi di controllo e noi facciamo entrare un pesce così? Gli allevamenti di pangasio sono per la maggiorparte nel delta del Mekong, un fiume che attraversa diversi paesi asiatici che scaricano nelle sue acque. Non dico che sia avvelenato, ma di sicuro la qualità non è certificata come quella dei nostri pasci. " Il Mekong infatti, dall'altopiano del Tibet attraversa la provincia cinese dell Yunnan, il Mynmar, la Thailandia, il Laos, la Cambogia ed il Vietnam.Durante il percorso gli scarichi industriali sono più di 200. "Il Mekong, afferma il nutrizionista Ciro Vestita, sulle pagine de Il Tirreno alla giornalista Gemma Vignocchi, è nella lista dei 10 fiumi più inquinati del mondo". Il wwf internazionale ha già da tempo lanciato l'allarme sulle condizioni del fiume e sulla presenza di antibiotici nelle acque dove viene allevato il pangasio. (Lastampa.it). Antonio Trincanato, direttore dell'Api ricorda che "il pangasio è tra gli alimenti per i quali l'UE ha dichiarato l'allerta rapida per la zona dalla quale proviene, con pochi controlli. Non sarebbe meglio mangiare una delle nostre trote, allevate in Italia, che sappiamo cosa mangiamo?" "Dobbiamo pretendere più controlli, conclude il presidente dell'Associazione Piscicultori Pierantonio Salvador, questo pesce finisce nelle mense scolastiche dei nostri bambini (Lastampa.it). 3) SCARSI VALORI NUTRIZIONALI - Contiene tanta acqua, poche proteine e pochi grassi buoni. Elena Orban, dirigente di ricerca INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), nell'ambito della sua attività di studio sulla qualità alimentare delle specie ittiche ha pubblicato su internet e riviste specializzate le seguenti considerazioni sui filetti di pangasio e sulle caratteristiche chimico-nutrizionali: a) tenore di acqua elevato (80-85 grammi su 100); b) proteine (13-15 su 100 grammi), inferiore alla maggior parte delle specie ittiche consumate; c) acidi grassi saturi 41.1 - 47.8% degli acidigrassi totali. Se eccessivi sono collegati a malattie cardiovascolari; ci) Acidi grassi polinsaturi della serie OMEGA 3 sono contenuti in quantità mimima (2.6 - 6.7%) degli acidi grassi totali. Aspetto estremamente importante perchè il consumo del pesce è importante proprio per l'apporto di acidi grassi OMEGA 3. La conclusione di Elena Orban è che "Il Pangasio, rispetto alle specie di acquacoltura nazionale e alla maggior parte delle specie ittiche tradizionalmente consumate, ha un valore alimentare inferiore". Chiudiamo, per completezza d'informaizone con considerazioni, sempre documentate, ma di carattere positivo: 1) Secondo Elena Orban (INRAN) i livelli di mercurio e quelli di pesticidi riscontrati nei campioni esamiati sono comunque bassi; 2) La Asl di Parma e Reggio Emilia ha recentemente concesso il nulla osta per l'utilizzo del pangasio nelle mense scolastiche e più in generale nella ristorazione collettiva, anche se le sue caratteristiche nutrizionali non sono ottimali. La asl afferma infatti che ad oggi non sono pervenute comunicazioni in merito a non conformità riscontrate (parmadaily.it).
IL COMUNE RISPONDE:
19/11/08 - PANGASIO NELLE MENSE? IL COMUNE TRANQUILLIZZA: "A TERMOLI NO"
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Termoli. Dopo la segnalazione di “InfoConsumatori” che chiede di sostituire il pangasio dalle mense scolastiche, arriva la replica dell'Amministrazione comunale di Termoli, che in una nota «tranquillizza tutti gli utenti delle mense pubbliche precisando che il pangasio non è stato mai servito nelle mense scolastiche comunali e non verrà mai servito in futuro, essendo stato completamente eliminato già in precedenza dai menù delle mense».
Il pangasio, un pesce d'acua dolce del Vietnam con carattristiche nutrizionali non ottimalipescato nel delta di un fiume particolarmente inquinato, ha un costo molto accessibile che lo rende particolarmente gettonato dai gestori di mense. E' balzato all'attenzione della cronaca nazionale dopo la puntata di domenica scorsa di Report, la trasmissione di Milena Gabanelli.
fonte PRIMONUMERO.IT
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Di Admin (del 18/11/2008 @ 23:47:44, in Notizie, linkato 91 volte)
TRASPORTO
pubblico urbano in esame
un odissea a lieto fine?
Staremo a vedere......

Ieri pomeriggio in municipio a Termoli, un incontro tra la società Gtm, il Comune di Termoli e le parti sindacali. Sotto la lente dell'incontro le problematiche legate si alle condizioni finanziarie della società e sia ai conflitti sindacali. I sindacati, come evidenziato dal verbale della riunione, auspicano che il Comune di Termoli si faccia carico di risolvere la questione senza tralasciare l'alveo contrattuale che lo lega alla Gtm. Dopo la particolare attenzione posta all'essenza del contratto collettivo nazionale la discussione delle riunione si è incentrata sui recenti pignoramenti e sul giudizio di impignorabilità delle somme impugnate presso la Cassazione. Nonostante la dichiarazione di impignorabilità, Petrosino ha evidenziato che il tesoriere del Comune di Termoli - come scritto sul verbale - ha un provvedimento che gli inibisce il pagamento alla Gtm.
Non manca l'invito del sindaco Greco a Giuseppe Larivera per la Gtm di acquisire una garanzia patrimoniale tale da garantire il rispetto degli obbighi contrattuali. Un incontro volto alla risoluzione di una questione divenuta delicata e che i sindacati hanno più volte ribadito.
Alla fine dell'incontro Giuseppe Larivera ha garantito che venerdì 21 novembre la società provvederà a pagare gli stipendi del mese di ottobre alle maestranze di Gtm ed è stata assunta specifica obbligazione garantendo che i futuri stipendi saranno pagati con regolarità ed entro il tempo stabilito dal contratto.
Elenco presenti ·
Larivera Giuseppe –GTM-
Sabato Antonio –GTM-
De Luca Fiorindo -Comune di Termoli Dirigente-
Petrosino Donato -Comune di Termoli Dir.Generale-
Lepore Cristino -CGIL FILT-
Mastropaolo Carmine -UIL TRASPORTI-
Giglio Pasquale -CGIL FILT-
Davolo Ciro -CGIL FILT-
Greco Vincenzo -Sindaco del Comune di Termoli-
Giancarlo Murazzo -Comune di Termoli -verbalizzante-
Di Admin (del 17/11/2008 @ 11:21:28, in Notizie, linkato 492 volte)
COMUNICATO STAMPA
CONGIUNTO DEL “FORUM DELLE
ASSOCIAZIONI”/”COMITATI CIVICI”
E LICEO SCIENTIFICO “ALFANO DA TERMOLI”

...a scuola con il
monossido di carbonio

E’ PREDICATA LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA…
QUESTA E’ LA DEMOCRAZIA PRATICATA!
CRONOLOGIA DOCUMENTATA
CIRCA IL PARCHEGGIO IN PIAZZA “DONATORI DI SANGUE”
Il 13/03/2008 con Delibera di Giunta Comunale n. 104 (con parere favorevole del Sindaco dott. V. Greco e degli Assessori Casolino, Di Blasio, Lattanzi e Morelli), viene deliberato l’ “Avvio delle procedure per l'affidamento dell'incarico di progettazione preliminare per la realizzazione, in concessione, di un immobile da destinare a parcheggio pubblico, box commerciali e uffici pubblici - Piazza donatori del sangue”. Contrariamente alle altre iniziative volte al recupero di aree da destinare a parcheggio, di cui l’Amministrazione Comunale ha dato ampia comunicazione, su tale iniziativa non c’è stata nessuna comunicazione alla cittadinanza. E, giusto per sottolineare quanta informazione sia stata riservata ai termolesi, si cita testualmente l’articolo che “Primonumero” (mezzo d’informazione telematica molto seguito) ha dedicato all’argomento il 20/03/2008:
"In silenzio, la Giunta approva uno studio di fattibilità per un immobile di seimila metri quadri e un parcheggio sotterraneo da 350 posti auto in piazza Donatori di Sangue"
Nelle intenzioni del Comune, l’opera dovrà essere interamente finanziata da privati (per un costo di circa 6 milioni di euro) e gestita in concessione. Ospiterà negozi, uffici comunali e spazi ricreativi. Immaginate, laddove oggi esiste piazza Donatori di Sangue, un imponente palazzo di tre piani con negozi e uffici. E sotto, interrati, tre livelli di parcheggio per un totale di 350 box auto. Roba da trasformare drasticamente una delle facce di Termoli e, almeno parzialmente, le abitudini dei suoi cittadini. Un’idea simile è venuta al sindaco della città Vincenzo Greco, che l’ha sottoposta alla sua Giunta quasi in sordina, nonostante si tratti di un progetto a dir poco rivoluzionario”.
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350 automobili
a pochi metri dalle finestre
delle aule degli studenti !!

Il 24/06/2008 in occasione della costituzione del Forum dei Comitati Civici e Associazioni, nella Sala Consiliare vengono chiesti al Sindaco chiarimenti circa la Delibera in oggetto, invitandolo a ritirarla per il forte impatto che avrebbe arrecato nel tratto più congestionato di Termoli, per il grave pregiudizio alla salute degli studenti del liceo Scientifico Alfano soffocati dallo smog da traffico veicolare del parcheggio di Via Campania, Viale Trieste, Via Martiri della Resistenza, a cui si sarebbe aggiunto lo smog del parcheggio a tre piani di Piazza Donatori del sangue. La risposta del Sindaco non c’è mai stata, talchè il Forum ha protocollato a fine settembre la richiesta di un incontro tecnico con i rappresentanti istituzionali per affrontare tale problematica.
Ad oggi la nostra istanza non ha avuto riscontro. Ha invece riscontro “l’idea” del Sindaco, supportata dalla Giunta Comunale…. Infatti, il 15/07/2008, il Dirigente Settore LL.PP. Arch. R. Vileno, emette un AVVISO DI SELEZIONE per l'affidamento dell' incarico della progettazione preliminare per la realizzazione di un immobile da destinare a parcheggio pubblico, locali per pubblici esercizi e uffici pubblici comunali, sito in Piazza Donatori del sangue. Onorario da riconoscere al professionista vincitore dell’avviso 20.000,00 euro. Importo stimato dei lavori seimilionicinquecentomila euro.
Riguardo tale avviso di selezione, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Campobasso protocolla il 24/07/2008, al Comune di Termoli, una nota ove si segnalano diverse anomalie nei criteri di selezione, chiedendone quindi modifica ed adeguamento. Poiché la nota non viene recepita, l’Ordine degli Ingegneri ha conseguentemente proposto ricorso al TAR. Nel corso del Consiglio Comunale del 30/10/2008, il Sindaco ritira le dimissioni, presenta la nuova Giunta ed elenca le opere messe in cantiere dalla sua Amministrazione: tra queste, al Capitolo delle Opere Pubbliche, testualmente cita “Edificio Polifunzionale Piazza Donatori di Sangue: emesso il Bando, ditte invitate a presentare l'offerta.”
CI DOMANDIAMO, E CHIEDIAMO
ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:
- E’ possibile che il Sindaco e gli Assessori abbiano trovato il tempo di vagliare “l’idea” proposta dal Sindaco, approvarla, preparare il progetto, fare il calcolo economico del costo dell’iniziativa (altrimenti da dove scaturisce la cifra di seimilionicinquecentomila euro?), emettere l’avviso del bando per il professionista, fare il bando per individuare il socio privato, costituirsi in giudizio al TAR contro il ricorso presentato dall’Ordine degli Ingegneri di Campobasso, e

NON SIANO RIUSCITI A TROVARE 2 ORE DA DEDICARE NE’ AI RAPPRESENTANTI DEL FORUM CIVICO DEI COMITATI E ASSOCIAZIONI, che avevano chiesto spiegazioni già dal 24 giugno, nè
AGLI ALUNNI DEL LICEO SCIENTIFICO?

E’ possibile che gli stessi attori istituzionali (Sindaco e Assessori) che hanno vissuto il disagio e la protesta degli alunni del Liceo Scientifico per il parcheggio di Via Campania, scaricando la responsabilità sull’Amministrazione precedente, si siano resi responsabili dello stesso errore? I ragazzi avevano chiesto rispetto e ascolto alle loro richieste che erano: palestra e aule, non cementificazione di una delle poche aree lasciate libere dalla speculazione edilizia e commerciale. - La Giunta Comunale ha deciso di regalare agli studenti la chiusura della gabbia! Infatti, tale area è l’unica via di fuga in caso di necessità di evacuazione dell’Istituto. Segregare ragazzi e personale scolastico, costringendoli a respirare i gas di combustione che verranno eliminati attraverso le aperture del parcheggio di Via Campania e dalle grate di aerazione dei tre piani di parcheggio interrato, aggiunte al traffico della statale e di Viale Trieste, è l’implicita ammissione dell’inutilità degli Assessorati all’Ambiente e ai Lavori Pubblici. - Nella lettera inviata l’8/2/2008 dal Sindaco Greco alla Regione e alla Provincia, a proposito del parcheggio di Via Campania, si legge “I lavori sin qui realizzati potrebbero essere completati, ipotizzando, mediante la sottoscrizione di un Accordo di Programma tra Regione, Provincia e Comune, una riconversione della struttura in cemento armato, conferendole destinazione d’uso (auditorium, palestra ecc.) consona alle esigenze del mondo scolastico e complementare al vicino Liceo Scientifico. Sempre attraverso la stessa intesa negoziale e programmatica, il finanziamento residuale, peraltro nella maggiore consistenza, potrebbe essere conservato alla medesima finalità di parcheggio, localizzabile in altra sede, privilegiando in questo caso l’area più sicura coincidente con quella prossima a Viale Trieste, per la quale è stata già sottoscritta una preventiva intesa con Ferrovie dello Stato, quale soggetto pubblico proprietario disponibile ad operarne il trasferimento in favore del Comune”. Il Sindaco aveva compreso l’errore di localizzazione del parcheggio in Via Campania e proponeva la delocalizzazione nell’Area di Viale Trieste. Che cosa è successo da fargli pensare, dopo avere realizzato il parcheggio nell’area della ferrovia di Viale Trieste, che Piazza Donatori di Sangue anch’essa “consona alle esigenze del mondo scolastico e complementare al vicino Liceo Scientifico” come Via Campania, fosse improvvisamente diventata idonea a sopportare 6.000 metri quadri di negozi e uffici + 3 piani di parcheggi sotterranei? - Si pensa veramente di favorire il ricovero di auto e apertura di nuovi negozi commerciali in un’area destinata per sua natura al servizio di una delle scuole più frequentate di Termoli?
- L’inquinamento acustico, veicolare, i gas nocivi da combustione si vuole davvero concentrarli su organismi in fase di crescita e fisiologicamente più ricettivi? - Quando vorrete comunicare ai ragazzi del Liceo Scientifico che dovranno mettersi in fila indiana per entrare a scuola, visto il risultato di Via Campania e di Piazza Donatori di sangue?
F.to: - FORUM DEI COMITATI CIVICI E ASSOCIAZIONI
- LICEO SCENTIFICO “ALFANO DA TERMOLI”
Uno studente all’uscita di scuola mi ha detto: sono un donatore di sangue ma essere obbligato a respirare smog e a donare i miei polmoni per futili interessi altrui non è una mia scelta e questa imposizione da parte del Comune di Termoli non sta bene a nessuno,
questa non è democrazia bensì altro.
Saluti Antonio Fasciano
Di Admin (del 14/11/2008 @ 10:36:19, in Notizie, linkato 2037 volte)
clikka nell'immagine piccola
FREE BLOGGER

fonte www.beppegrillo.it/iniziative/freeblogger
faremo sentire la nostra forza !
Il disegno di legge ammazzablogger non è figlio di nessuno. Sarà forse figlio di puttana. Di padre ignoto e di madre incerta. Nato in provetta o per partenogenesi. Non una voce dei nostri parlamentari, a parte quella di Antonio Di Pietro, si è levata a favore della Rete. Eppure dovrebbe importargli qualcosa. Milioni di italiani ci vivono, la frequentano, discutono e INFORMANO. Il disegno di legge è stato presentato da Franco 'Ricardo' Levi. Levi è del PD. Il segretario del PD è Veltroni. O non sa nulla, come mi dicono gli succede spesso, o è d’accordo. I veri giornalisti stanno in Rete, alcuni li conoscete, si chiamano Ricca, Martinelli, Byoblu. Mi scuso per coloro che non cito, ma sono migliaia.
La Rete esprime un Paese diverso.
Se i lobotomizzati dalle televisioni e dal trio CorriereRepubblicaLaStampa si informassero in Rete, lo psiconano sarebbe ospite permanente di Putin in Siberia e Topo Gigio Veltroni una maschera del cinema. La legge ammazzablogger non va presa alla leggera.
SECONDO LORO CI
DOVREMMO SPARARE TUTTI !!!

useremo la parola
e non le armi !
Neppure in Cina
hanno osato tanto!!
Se passa, la Rete scompare. Ho letto molti commenti che consigliano di spostare all’estero i blog o di registrarsi con un indirizzo .com, .net o altro, non soggetto alle leggi italiane come il .it. Perché dovremmo farlo? Lo facciano loro, con i loro siti di m..da. Sono anni che noi siamo le lepri e loro i cani. Che giochiamo in difesa. Ogni giorno una nuova porcata. E’ ora di cambiare musica. Mi sento una lepre mannara, con i denti a sciabola. E’ una bella sensazione. All’inseguimento invece che in fuga. Centinaia di blogger stanno mostrando la faccia, il nome e cognome, il loro indirizzo http con l’iniziativa
“FREE BLOGGER”.
Sono loro il cambiamento. Non lo fermerete.
"Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano..." Inviate le vostre foto con la scritta:
"FREE BLOGGER":
Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con: - Oggetto: il tuo nome - Testo: indirizzo del tuo blog - Allegato: la tua foto con un cartello "Free Blogger" Le foto appariranno nella barra superiore del blog.
Di Admin (del 13/11/2008 @ 17:56:47, in Termoli, linkato 501 volte)
Il Super Parcheggio?

ALLA FACCIA DELLA DEMOCRAZIA PARTECIPATA!
Edificio polifunzionale?
Al Liceo Alfano

Il Preside: siamo contrari in modo aprioristico
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In occasione della discussione della riforma Gelmini presso il Liceo Scientifico Alfano di Termoli, il Forum dei Comitati Civici e Associazioni ha reso noto agli studenti, Preside e Insegnanti l’iniziativa dell’amministrazione Comunale di Termoli. Infatti dai documenti presentati è in nostro possesso risulta che l’amministrazione Comunale intende realizzare una struttura di 6000 mq ( 3 piani fuori terra ) per complessivi 2000 mq a piano più 3 piani di parcheggio sotterraneo per 350 posti auto.( Fonte www.primonumero.it del 20-03-2008 ).



L’iter è già in fase avanzata di procedura cosi come ha affermato il Sindaco di Termoli Vincenzo Greco il 30-10-2008 al capitolo delle opere pubbliche e testualmente cita “ EDIFICIO POLIFUNZIONALE P.ZZA DONATORI DI SANGUE: EMESSO IL BANDO DI GARA, DITTE INVITATE A PRESENTARE L’OFFERTA”.
Grande sorpresa ha suscitato tale nostra comunicazione visto che la dirigenza scolastica nella persona del Preside dott.Michele Fratino e vice preside dott.Biscotti Giuseppe, professori e studenti si erano opposti al parcheggio di via Campania accanto alla scuola.
Tutti accoratamente lamentano di non essere stati coinvolti nell’iter ormai indirittura di arrivo.
Sostengono infatti quanto segue:
invece di aule scolastiche e multimediali,
invece di una vera palestra e di un auditorium,
invece di una biblioteca



avranno parcheggi a pagamento,
negozi commerciali,
studi professionali
e tanto tanto rumore e smog da traffico veicolare, tutto questo gratuitamente, cosi come ampiamente descritto dalla dott.ssa Carmela Sica in rappresentanza del Forum Civico Cittadino dei Comitati di Quartiere e delle Associazioni cittadine che già in data 24-06-08 avevano chiesto inutilmente un confronto con l’amministrazione Comunale su tale e importante argomento di interesse pubblico. Assieme a Carmela Sica sono stati presenti come rappresentanti del forum cittadino le seguenti persone:
Michele Cianci del Comitato Co.Te.ced, Antonio Fasciano del Comitato "La città dei Bambini", Massimo Collesano del Comitato Civico Termoli.


Saluti Antonio Fasciano
Di Admin (del 13/11/2008 @ 11:25:11, in Abusi, linkato 613 volte)
L'odissea della famiglia Genovese
guarda il video
vinceremo questa battaglia!
Sarà finalmente fatta giustizia !
Di Admin (del 24/10/2008 @ 20:24:17 in Abusi, linkato 311 volte)
IL SIG. Genovese
allo stremo delle forze
INTERVENTO DELLE IENE

Da molto tempo il Sig.genovese combatte una ardua battaglia contro un abuso edilizio di cui è rimasto vittima. Accanto alla sua abitazione in sua assenza, i suoi vicini hanno abusivamente costruito due balconi senza ne informare il Sig.genovese, ne nessuno. I balconi che somiglierebbero più ad un terrazzo per le loro grandi dimensioni hanno completamente modificato la vita dei coniugi genovese. Oggi si sentono di vivere in una prigione, senz’aria, ne luce, e con i gas di scarico della loro caldaia che a causa della costruzione dei due terrazzi rientrano nella loro abitazione. Tanti giornalisti e blogger Termolesi e non hanno reso pubblica la vicenda ma sino ad oggi la situazione dei coniugi Termolesi è rimasta invariata nonostante ci sia anche un’ordinanza del Comune di Termoli (numero 117 del 2003 a firma dell’allora dirigente dell’ufficio Gestione del territorio Alfredo Dalla Torre) in cui si ordina l’immediata demolizione dei balconi abusivi. Ecco che oggi sono intervenute “le Iene” della nota trasmissione tanto amata dagli Italiani in onda su Italia Uno. Ma entriamo nei particolari della vicenda assieme alle Iene per meglio comprendere ciò che è accaduto. I coniugi genovese purtroppo non godono di ottima salute e questa vicenda ha notevolmente influenzato la loro quotidianetà. Io ho conosciuto personalmente il Sig.genovese e vi assicuro che è una persona davvero speciale che non meritava alla sua età delle preoccupazioni simili dovute all’abuso in questione. Tutti ci auguriamo che la famiglia genovese possa trovare giustizia e che l’intervento delle Iene con la forza e la grinta di Mauro Casciori e collaboratore possa essere proficuo.
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Saluti Antonio Fasciano social blogger
Di Admin (del 12/11/2008 @ 14:57:33, in Notizie, linkato 530 volte)
Cinque anni fa, Nassirya


Sono già passati cinque anni da quando l'Italia intera unita nel dolore piangeva per quella strage compiuta in Nassirya.
Tutti abbiamo pianto per quei ragazzi, ci siamo stretti intorno alle loro famiglie, ci siamo commossi per i bambini rimasti orfani. Ci siamo ricordati dell'arma dei carabinieri, sempre presente, sempre disposta ad aiutarci, abbiamo scoperto in quei giorni che l'Italia ama quella divisa. Ci sono scivolate le lacrime quando abbiamo scoperto le storie private che si nascondevano dietro a quelle divise, ci siamo sentiti davvero orgogliosi di quel nugolo di eroi.
Sempre e dico sempre rimarrà vivo in ognuno di noi il ricordo di esservi sacrificati per la nostra Patria.
Ragazzi possiate riposare in pace.
Con stima Antonio Fasciano e tutti i collaboratori del blog.
Di Admin (del 12/11/2008 @ 01:17:46, in Notizie, linkato 335 volte)
A breve comincerò

a suonare l'ARPA
un amico mi ha detto che è uno strumento molto difficile ma a me piacciono le cose.....difficili, io ci provo, che ne dite ?
QUANDO UN OPERAIO MUORE, in un paese fondato sul lavoro
C’era una volta una candela che aveva un grande dubbio esistenziale: Vivere intensamente e subito, fiammeggiando e illuminando con la propria anima la casa, e così bruciare il proprio corpo in una notte, o stare zitta zitta nel buio del cassetto, e quindi inutile e triste dal non vivere secondo la propria natura? La candela pensava e rifletteva, consultava matematici e filosofi, notai e giullari.Chi diceva così, chi diceva cosa, finché un giorno qualcuno la prese e la butto nella spazzatura. Avevano appena scoperto la corrente elettrica. Così pure noi, dobbiamo vivere ora, non possiamo aspettare il domani per vivere. E’ inutile voler essere da qualche altra parte o in qualche altro tempo, siamo qui ora.
QUANDO UN OPERAIO MUORE, E’ MORTO PERCHE’ VOLEVA VIVERE, E NOI CHE SIAMO VIVI NON POSSIAMO CONTINUARE A FAR FINTA DI ESSERE MORTI CHIUSI NELLE NOSTRE TANE COME NEI CASSETTI BUI. DOBBIAMO USCIRE ALLO SCOPERTO, ACCENDERE LE NOSTRE ANIME E FERMARE QUESTA VITA DA MORTI. STOP. D’ORA IN POI NON SI LAVORA PIU’, NON SI VA A SCUOLA, NON SI VA IN BANCA, NON SI GUARDA LA TV, NON SI FANNO LE ELEZIONI, NON SI FA UN TUBO DI NIENTE. FINCHE’ LA VITA NON PRESCINDERA’ PIU’ DAL ANDARE A MORIRE OGNI MATTINA. IL DIRITTO DI VITA, DI UN CHILO DI PANE AL GIORNO E UN TETTO A VITA PER TUTTI. SOLO DOPO POTRA’ ESSERCI QUALCUNO A POTER AVERNE DI PIU’.
Quando un operaio muore in un Stato fondato sul lavoro, lo Stato non esiste più, è morto, le sue fondamenta sono crollate. Bisogna farne un altro, da capo, fondato sulla Vita. E questo lo dobbiamo fare noi.
Quando un operaio muore NON GLIENE FREGA UN CAZZO A NESSUNO:
TANTO NON SONO IO L'OPERAIO MORTO!
E questo non è colpa di Prodi, Veltroni o Berlusconi o delle Banche o di Israele o del terrorismo o.... ecc.ecc (finite Voi la lista!!) È COLPA DEL FATTO CHE SIAMO SENZ'ANIMA! TUTTI! IO CHE PARLO INCLUSO!
E QUINDI LA SELEZIONE NATURALE CI CONDANNA ALL'ESTINZIONE.
L'uomo ha progredito grazie alla sua innata tendenza ad essere animale sociale. Ora questa tendenza sembra essere svanita:
È ORA DI ESTINGUERSI O DI DISTINGUERSI?
L'uomo non è più uno dei fattori evolutivi per la Madre Terra: è diventato il peggior VIRUS della Terra stessa. Lasciamo il posto alla prossima razza dominante: gli scarafaggi. Tanto migliori di noi. Si creeranno le leggende delle nuove religioni, nelle quale il grande "DIO SCARAFAGGIO" rivelerà nei "testi sacri" che il progetto finale del mondo è la supremazia eterna dello scarafaggio sull'universo.
E la storia ricomincerà da capo...
Molte religioni insistono spesso sulla CENTRALITÀ della vita nel progetto divino. O eleviamo di nuovo il livello delle COSCIENZE individuali, O non c'è via d'uscita.
Questo è di tutta evidenza e chiunque, in cuor suo, LO SA SERIETA’, PACE E AMORE
Francesca Desantis Bari
29 APRILE 2008
Oggi, su un giornale di Torino, l'ARPA difende la ThyssenKrupp.
E' vero che l'acciaieria ha versato tonnellate di metalli cancerogeni nel fiume Dora, ma erano diluiti in più di sei milioni di metri cubi d'acqua e pertanto rientravano nelle concentrazioni ammesse dalla legge.
Senza parole......... di Antonio Fasciano
Di Admin (del 11/11/2008 @ 03:01:58, in Notizie, linkato 564 volte)
era l'anno 2003

MINISTRO MATTEOLI
QUINTINO DE NOTARIS

STABILIMENTO
EX STS -CHIMICA-
(Stabilimento Termolese Sintetici)
SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA 355ª SEDUTA PUBBLICA RESOCONTO SOMMARIO E STENOGRAFICO MERCOLEDÌ 12 Marzo 2003 (Pomeridiana)
– Ai Ministri dell'ambiente e per la tutela del territorio e dell'interno.
– Premesso che: nel confronto, tenuto a Termoli nella giornata del 10 marzo 2003, tra gli alluvionati di Rio-Vivo Marinelle e le Istituzioni locali e regionali e nazionali, il Presidente del Comitato formatosi tra le persone pesantemente colpite dall'evento alluvionale, dottor Nanni Serafino, ha affermato, in relazione alla grossa pericolosità dei siti industriali, che era venuto già in passato in possesso di una documentazione importante ai fini della tutela dei cittadini e dell'ambiente, nella quale si rivelava il fatto che
l'industria ex STS stesse trattando materiale radioattivo;
lo scrivente aveva già presentato una interrogazione (4-04003 del 27 febbraio 2003) sulla esistenza, nel territorio di Termoli, di un deposito che pare contenga pericoloso materiale nucleare e radioattivo, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dell'esistenza di una documentazione attestante la lavorazione di materiali radioattivi da parte della ex STS e di altre industrie presenti nella zona industriale di Termoli e negli altri siti industriali del Molise; se siano a conoscenza che nel territorio regionale ci sono magazzini di stoccaggio di materiale nucleare e radioattivo proveniente dalle lavorazioni delle industrie molisane o di altre regioni o di quelle situate in territorio comunitario ed extracomunitario; se non ritengano di dover fornire una ampia e dettagliata informazione circa l'esistenza, in Molise, di queste realtà altamente pericolose per le persone e l'ambiente;
se e cosa sia stato attuato finora per difendere il territorio regionale e i suoi abitanti da un grave pericolo come quello prodotto dalla radioattività,
che mostra i suoi devastanti effetti non nell'immediatezza, bensì nei tempi futuri, tempi purtroppo già sfiorati, visto il proliferare, soprattutto nella zona di Termoli, di casi tumorali e leucemici

L'INNOCUA DI GIORNO........

TURBO-SGASA- ORE 20:12
CHE BEI COLORI !
NOooooo, qualcuno dell'Arpa ci ha detto che è solo vapore,
ma il vapore non è di colore bianco?

cosa intendano fare per garantire al territorio molisano la tutela della salute dei cittadini e le risorse ambientali.
(4-04100)
Risposta del Ministro Matteoli
– Con l'interrogazione indicata in oggetto l'onorevole Sodano chiede notizie in ordine all'evento alluvionale che ha colpito il territorio di Termoli in relazione alla grande pericolosità dei siti industriali ed in particolare dell'attività dell'industria ex STS, in quanto tratta materiale radioattivo, nonché della presenza di un deposito di materiale pericoloso (nucleare e radioattivo). In merito si riferisce che l'attività dello Stabilimento di Termoli della S.p.a. FIS-Fabbrica Italiana Sintetici (già S.T.S. Stabilimento Termolese Sintetici) è indirizzata all'ottenimento di intermedi organici di chimica fine, che trovano impiego come principi attivi nella preparazione di prodotti farmaceutici. Le lavorazioni, che interessano numerosi processi di chimica organica ed inorganica, sono caratterizzate da un'ampia flessibilità operativa allo scopo di far fronte alle mutevoli esigenze di mercato e, di conseguenza, in rapporto alle disponibilità impiantistiche, è prevista una vasta gamma di processi di sintesi realizzati con il sistema a blocchi in rapporto alla richiesta. Per tali motivi, ai fini delle emissioni in atmosfera, la Società è stata oggetto di numerose autorizzazioni per le emissioni generate dai singoli processi produttivi, che si svolgono alternativamente secondo schemi predefiniti. Esiste, pertanto, agli atti delle Amministrazioni competenti, una vasta documentazione tecnica riflettente sia le varie fasi che caratterizzano i singoli processi chimici, sia le materie prime e gli intermedi che entrano in gioco nel ciclo produttivo. In nessun caso, sia attraverso l'esame dettagliato della documentazione tecnica, sia attraverso i numerosi controlli condotti sulle produzioni e sulle emissioni effettuate dall'ARPA, è stata riscontrata la presenza di sostanze diverse da quelle dichiarate né sostanze aventi attinenza con «materiale nucleare o radioattivo» né l'esistenza di processi di trattamento di tale materiale. Lo stabilimento di Termoli Spa FIS, per la presenza di sostanze classificate pericolose in quantità superiore ai limiti di soglia stabiliti, è soggetto, come già accennato, al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate «sostanze pericolose» ai sensi del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334. A tal fine, in adempimento degli obblighi stabiliti dalla citata fonte legislativa, sono stati presentati i previsti rapporti di sicurezza e relativi aggiornamenti, che sono stati approfonditamente esaminati e valutati dall'apposito Comitato tecnico regionale istituito presso l'Ispettorato dei Vigili del Fuoco di Campobasso. Lo stesso Comitato ha svolto numerosi sopralluoghi presso lo stabilimento, durante i quali sono stati minutamente visitati i singoli impianti produttivi ed i depositi delle materie prime, degli intermedi e dei prodotti finiti e, in nessun caso, è stata riscontrata la presenza di scorie o di sostanze aventi caratteristiche radioattive. Ciò non di meno, a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Comitato pro-alluvionati, costituito nella cittadina adriatica di Termoli, dopo i noti eventi alluvionali del 25 gennaio scorso, l'ARPA del Molise, al fine di fugare ogni possibile dubbio e aggiornare la situazione esistente, ha dato corso ad una serie di capillari verifiche che hanno interessato le tre aziende chimiche a rischio di incidente rilevante esistenti nel Nucleo industriale della Valle di Biferno, con più specifica attenzione nei confronti dell'Azienda FIS Spa. Il 26 marzo scorso i tecnici dell'Agenzia hanno effettuato un sopralluogo presso lo stabilimento provvedendo ad aggiornare l'elenco delle materie prime dei prodotti intermedi, dei prodotti finiti e dei rifiuti, nonché ad eseguire una serie di rilevamenti strumentali in grado di evidenziare la presenza di materiali e sostanze radioattive. Le misurazioni effettuate in tutte le zone dello stabilimento hanno registrato un valore di radioattività compreso tra 0,055 e 0,060 u S/h che può essere considerato fondo naturale di radioattività, tant'è che gli stessi valori sono stati rilevati anche all'esterno dello stabilimento.
Quanto al deposito di presunti rifiuti radioattivi nel comune di Castelmauro sulla base di una relazione dell'APAT, si fa presente che esso è di proprietà del dr. Quintino de Notariis, nato a Castelmauro (Campobasso) e residente a Termoli.
Il deposito è stato autorizzato ex art. 93 del decreto del Presidente della Repubblica 185/64 con nulla osta del Medico Provinciale prot. 5414 del 19 dicembre 1979.

TELEFONATA ANONIMA, UOMO CON ACCENTO TERMOLESE DICE:
CHE C'E' UN DEPOSITO DI FUSTI DI PROPRIETA' DI QUINTINO DE NOTARIS ANCHE A TERMOLI !!!
sarà una bufala?
E' STATO AUTORIZZATO
DAL MEDICO PROVINCIALE???
UNA CANTINA, UNA STALLA TRASFORMATE IN UN DEPOSITO DI SCORIE
AUTORIZZATO ???
Oltre questo deposito, non risulta che nella Regione Molise esistano altri depositi di rifiuti radioattivi.
Il deposito è stato ricavato nello scantinato e nella stalla di una casa di proprietà del dr. Quintino De Notariis.
Lo spazio disponibile nei locali è esaurito dal 1989 e pertanto da tale anno non sono stati depositati nuovi fusti presso il medesimo. Le uniche movimentazioni dei fusti sono state rese necessarie per le opere di adeguamento alle prescrizioni impartite dall'ispettore dell'APAT ad ogni accesso ispettivo. Nel deposito sono attualmente detenuti 1883 fusti contenenti rifiuti radioattivi solidi e liquidi di I e II categoria secondo la Guida Tecnica n. 26 dell'ENEA/DISP del 1987, per la maggior parte i radioisotopi detenuti sono C14 e H3. Le attività complessivamente detenute nel 1994 erano: 56,7GBq per i rifiuti liquidi, 30,0GBq per i rifiuti solidi. I rifiuti radioattivi detenuti sono per la massima parte di origine ospedaliera e solo in piccola parte derivati da impieghi industriali.
Essi comunque non sono assolutamente classificabili come «scorie nucleari».
allora io mi chiedo, cosa sono, pavesini?
infatti per rimuovere questi fusti di pavesini ci vogliono quasi
2 milioni di euro!!

ma ci avete preso per delle capre ??
Nel 1994 l'APAT ha effettuato una prima ispezione ed a conclusione degli accertamenti ha inviato una comunicazione alla Procura della Repubblica di Campobasso cui ha fatto seguito il processo che si è concluso il 24 novembre 2000 con la constatazione che erano scaduti i termini per la prescrizione. Nel novembre 2000 la Procura di Campobasso ha richiesto ulteriori indagini che sono state condotte dall'Ispettore dell'APAT insieme con i carabinieri del NOE. A seguito dell'ispezione sono state impartire prescrizioni per l'adeguamento a quanto disposto dalla normativa (decreti legislativi 230/1995 e 241/2000). Contro tali prescrizioni il dr. De Notariis ha presentato ricorso, ma in seguito ha accettato di adeguare il deposito a quanto disposto dall'ispettore. Un secondo accertamento è stato effettuato in data 17 e 18 luglio 2001, per verificare la rispondenza delle modifiche apportate al deposito alle prescrizioni che erano state impartite. Di tutti gli accertamenti effettuati è stata sempre informata la Procura della Repubblica di Campobasso, con tempestive relazioni documentate, sulla cui base è stato iniziato un nuovo procedimento contro il de Notariis L'ARPA del Molise ha effettuato accertamenti ambientali presso il deposito in oggetto il 31 maggio 2002, a conclusione dei quali le vie attorno all'edificio in oggetto sono state transennate in quanto in un punto sarebbe stato rilevato un valore anomalo dell'intensità di esposizione??????? L'ispettore dell'APAT è stato informato il 14 giugno 2002 dall'AUSL n. 4 di Termoli dei rilevamenti dell'ARPA e dei relativi provvedimenti adottati. L'ispettore dell'APAT con nota del 14 giugno 2002, n. 11162, ha precisato che nel corso di entrambe le ispezioni del 15 e 16 novembre 2000 e del 17 e 18 luglio 2001 sono state effettuate misure di intensità di esposizione in tutte le aree adiacenti attorno al deposito in oggetto, confrontandole con misure analoghe effettuate in altre parti dell'abitato di Castelmauro; non si sono mai verificati scostamenti significativi dal fondo ambientale. Ha precisato che le normali condizioni nelle quali i fusti radioattivi sono attualmente conservati nel deposito non determinano alcun innalzamento dell'intensità di esposizione di fondo nelle aree accessibili adiacenti il deposito. Le condizioni attuali dell'impianto, secondo quanto riferito dall'ispettore dell'APAT, inducono ad escludere campi di radiazione e contaminazioni ambientali all'esterno, se non per situazioni incidentali, le cui probabilità e conseguenze sono valutate limitate. Il Ministro dell'ambiente e per la tutela del territorio.
Il ministro per l'ambiente
e tutela del territorio Matteoli
Altre notizie
..era l'anno 2002
Decreto del Presidente della Giunta Regionale 18 Ottobre 2002 - n° 151 -------------------------------------------------------------------------------- Oggetto Deposito di rifiuti radioattivi nel Comune di CASTELMAURO (CB) di proprietà del Dottor DE NOTARIIS - DETERMINAZIONE. -------------------------------------------------------------------------------- Bollettino n° 24 del 16 Novembre 2002 pagina 2959, Ordinario -
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 18 ottobre 2002 – n. 151 Deposito di rifiuti radioattivi nel Comune di CASTELMAURO (CB) di proprietà del Dottor DE NOTARIIS – DETERMINAZIONE. IL PRESIDENTE della GIUNTA REGIONALE PREMESSO che in data 19 dicembre 1979 l'allora Ufficio del Medico Provinciale di Campobasso concedeva al · Dottor Quintino DE NOTARIIS da Castelmauro(CB) nulla – osta alla detenzione sostanze radioattive in un deposito sito nel Comune di CASTELMAURO (CB); CONSTATATO che con detto nulla – osta non venivano precisate le prescrizioni da rispettare se non richiamando semplicemente la osservanza delle disposizioni allora vigenti in materia; PREMESSO altresì che il locale adibito a deposito consiste in uno scantinato ricavato al piano terra di un fabbricato di Castelmauro (CB) sito in Via Palazzo n. 6; VISTA la relazione del 1984 del · Dottor Fortunato PINELLI incaricato dell'allora U.S.L. n. 7 di Termoli (CB) con la quale si attesta che il Dottor DE NOTARIIS ha osservato tutte le norme e tutte le sicurezze a tutela della popolazione e dell'ambiente soprattutto in relazione all'art. 95 dell'allora vigente D.P.R. del 13 febbraio 1964, n. 185; VISTA la nota n. 19900 del 15 ottobre 1987 della Direzione Sicurezza Nucleare e Protezione Sanitaria dell'ENEA che evidenzia inadempienze relativamente all'art. 104 del D.P.R. n. 185/1964 da parte del conduttore del deposito Dottor DE NOTARIIS, soprattutto per quanto attiene attività di raccolta e di detenzione dell'art. 2 del D.P.R. n. 1704/1965 inerente il trasporto di rifiuti radioattivi, nonché la inadeguatezza sia del deposito sia della sua ubicazione; VISTI i risultati della vista ispettiva effettuata dal PMIP come si evince dal verbale del 22 febbraio 1995 che mettono in evidenza la presenza nel deposito di circa 2.000 (duemila) fusti di vario materiale radioattivo di prevalente provenienza ospedaliera, accatastati in varie file per una altezza fino a quattro bidoni per fila e muniti di etichettatura, nonché di isotopi, quali Trizio, Carbonio 14, Forforo 32, Iodio 125, Americio 241, i primi tre beta – emettitore, il quinto gamma – emettitore, il sesto alfa e gamma – emettitore, con totale assenza di areazione dei locali, pur avendo lo stesso PMIP constatato che al momento del sopralluogo non sussistevano condizioni di pericolo immediato per la popolazione limitrofa, né si era constatata alcuna contaminazione esterna del suolo, pur costituendo il deposito, per la sua infelicissima ubicazione, serio potenziale rischio per la popolazione e che, pertanto, dovevano essere messe in atto tutte le procedure per l'immediata rimozione dei contenitori depositati e che, inoltre, lo stesso deposito era stato realizzato in una unità abitativa non idonea allo scopo; VISTI che i successivi controlli effettuati il 20 dicembre 2000 da parte del PMIP tesi al controllo della radioattività ambientale nel territorio di CASTELMAURO (CB) hanno dato esito negativo, come si rileva dalla nota n. 224 del 24 gennaio 2001 dello stesso PMIP; CONSTATATO che il Tribunale di Campobasso, con Sentenza del 24 novembre 2000 ha prosciolto il Dottor DE NOTARIIS dalla imputazione del reato di cui agli artt. 16 e 26 del D.P.R. n. 915/1982 per intervenuta prescrizione, ordinando nel contempo al DE NOTARIIS di procedere allo smaltimento, nella forma di legge, dei fusti contenenti rifiuti tossici nocivi, o comunque pericolosi, in suo possesso e stoccati nel deposito di cui trattasi; VISTA la Sentenza TAR n. 94/2002, notificata il 18 febbraio 2002, con la quale viene dichiarato inammissibile il ricorso del Dottor DE NOTARIIS Quintino contro la REGIONE MOLISE per silenzio rifiuto serbato sull'istanza del DE NOTARIIS datata 7 ottobre 1996 e successiva diffida alla Regione sollecitata ad attivarsi per l'individuazione di un sito alternativo ove stoccare i fusti giacenti nel deposito di CASTELMAURO (CB); VISTA altresì la Sentenza TAR n. 93, notificata il 18 febbraio 2002, che dichiara inammissibile il ricorso dello stesso DE NOTARIIS avverso l'ordinanza n. 11 del 15 marzo 1995 del Sindaco di Castelmauro (CB) con la quale lo stesso Sindaco, nelle more della definizione della inchiesta giudiziaria aperta sul caso del deposito di sostanze radioattive, ordinava al DE NOTARIIS di attivarsi per l'allontanamento dal deposito, ENTRO 60 giorni dalla notifica con precedenza per i contenitori con emissioni radioattive; VISTA nel merito la nota n. 2172 del 19 maggio 1995 del Sindaco di CASTELMAURO (CB): · Dottor Tommaso MANES GRAVINA, che, riferendosi alla suddetta ordinanza sindacale n. 11/1995 emesso dal precedente Sindaco, invita le Autorità preposte ad adottare i provvedimenti di competenza per il trasferimento coattivo dei contenitori delle sostanze radioattive site nel deposito di cui trattasi; CONSTATATO che
l'ARPA Molise con nota n. 1448 del 4 giugno 2002 fa presente che, da accertamenti tecnici EFFETTUATI IN DATA 31 maggio 2002 presso il deposito di cui trattasi, tesi ad accertare i valori radiometrici, è risultato che la situazione ambientale, in corrispondenza degli accessi, è cambiata rispetto ai risultati precedenti, riscontrandosi un campo di radiazione esterna al fabbricato di intensità superiore al fondo naturale e, comunque, tale da risultare superiore al limite previsto dalla normativa vigente (Decreto Legislativo del 26 maggio 2000, n. 241) in relazione all'esposizione massima ammissibile per la popolazione ( 1 m SV/anno);
VISTA la nota n. 18 del 22 luglio 2002 dell'ARPA Molise con la quale, tra l'altro, si ribadisce l'esigenza, non più procrastinabile, di un impegno straordinario che realizzi l'allontanamento e lo smaltimento a norma dei rifiuti radioattivi o, se decaduti, comunque pericolosi o speciali, ancora presenti nel deposito di CASTELMAURO (CB); VISTA la nota n. DPC/PRE/ 0028078 del 1° agosto 2002 del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri che richiama la necessità di provvedere all'adozione di ogni iniziativa per la soluzione del problema; VISTO il risultato degli ulteriori accertamenti dell'ARPA, effettuati sul deposito nei giorni 7 e 13 giugno 2002 comunicati con nota n. 1572 del 17 giugno 2002, che denotano come l'intensità di esposizione alla radiazione, riscontrata nel precedente sopralluogo del 31 maggio 2002, presso l'ingresso del Comune di CASTELMAURO (CB), sia rientrata nel valore di fondo naturale e la successiva nota ARPAM n. 1896 del 6 agosto 2002;
CONSIDERATO comunque che l'analisi globale di tutte le determinazioni radiometriche eseguite dall'ARPAM congiuntamente al personale del Comando dei Vigili del Fuoco, comprova la palese variabilità dei valori radiometrici ed evidenzia una condizione di instabilità ambientale radiologica all'estero del fabbricato, sede del deposito, in continua evoluzione;
CONSIDERATO altresì che gli stessi accertamenti, come sottolineato dallo stesso personale dell'ARPAM, hanno riguardato l'esterno del fabbricato, ma che nulla è dato sapere della situazione nello stesso deposito, con possibilità che la situazione in detta zona potrebbe presentare ben più accentuata instabilità;
RITENUTO che tale situazione di temuta instabilità radiometrica non può essere certo eliminata con le perizie di parte del · Dottor Antonio MARSEGNA, trasmesse dal DE NOTARIIS con nota del 19 giugno 2002;
RAVVISATA l'urgenza di provvedere nel merito per tutelare al salute pubblica, attesa l'inerzia del conduttore del deposito di rifiuti radioattivi di CASTELMAURO (CB) Dottor DE NOTARIIS Quintino;
RITENUTO altresì che il pericolo di contaminazione non è limitato solo al Comune di CASTELMAURO (CB), ma che la problematica rivesta un carattere generale e certamente regionale, essendo noto che le radiazioni in parola possono percorrere vari chilometri;
AI SENSI e per gli effetti di cui all'art. 32 della Legge n. 833/1978, DECRETA: · è fatto obbligo al Dottor DE NOTARIS Quintino,
entro e non oltre 60 giorni dalla data di notifica del presente decreto, di smaltire, nelle forme di legge, i fusti contenenti rifiuti tossico- nocivi o pericolosi in suo possesso, così come intimato con Sentenza n. 1428/2000 dal Tribunale di Campobasso, · in caso di omissione del DE NOTARIIS, l'esecuzione del presente decreto è demandata alla Autorità competente sia per quanto attiene la rimozione dei fusti con trasferimento nel sito idoneo, sia per quanto attiene la custodia degli stessi; · tutte le spese relative al suddetto trasferimento dirette ed indirette resteranno a carico del · Dottor DE NOTARIIS Quintino. Il presente decreto sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Molise. Campobasso, 18 ottobre 2002
Il Presidente On. Prof.. Angelo Michele IORIO

Il traffico delle scorie radioattive
Crocevia per lo smaltimento dei rifiuti tossici, il nostro Paese conferma il suo ruolo cruciale come punto di passaggio di materiali letali commercializzati illegalmente e indagini internazionali hanno fatto luce sulla posizione italiana in materia. Ventiquattromila metri cubi di rifiuti radioattivi sostano in attesa di un ordine di smaltimento. Siti e modalità sono ancora in esame.Ma in cambio dall'Inghilterrra stanno per piombare 284 tonnellate di combustibile irraggiato e 30 metri cubi di materiali radioattivi vetrificati, mentre alle nostre frontiere - sprovviste, dei detector necessari a riconoscere il passaggio di materiali radioattivi - passano ogni anno cinque mila tonnellate di materiali ferrosi contaminati, provenienti dai Paesi dell'Est. Legambiente, inoltre, mette in guardia sul traffico di Plutonio e Uranio arricchiti, elementi basilari per la produzione di ordigni nucleari.I nostri porti, anch'essi sprovvisti di macchinari di riconoscimento per i materiali tossici, oltre che punto di smistamento, rappresentano un luogo di raccolta delle sostanze radioattive provenienti dal largo delle coste, in particolare calabre. È ancora in corso l'inchiesta su 39 navi, di cui non si conosce ancora il punto preciso di affondamento, che trasportavano materiale radioattivo affidato alla mafia.
L'emergenza si complica, se a tutto questo sommiamo i dati dello smaltimento dei 2000 metri cubi di rifiuti radioattivi ospedalieri e di industrie, che preferendo agli alti costi una soluzione fai-da-te di smaltimento, contribuiscono a mettere in serio pericolo ambiente e salute pubblica (proprio il settore di cui dovrebbero aver esperienza...).
Multe e controlli saranno sufficienti a sbiancare le coscienze degli affaristi dell'illecito? Non vorremmo pensare, ma viene spontaneo il collegamento che, tutto questo potrebbe essere strumentalizzato dai fautori del nucleare. Ricercatori ex dirigenti dell'Enel e dell'Enea che si sono trovati senza la poltrona - spazzata via dopo il referendum anti-nucleare - ora richiedono un adeguamento dell'Italia rispetto agli altri Paesi industrializzati, sfruttando il fatto che dipendiamo energeticamente dell'80% dai combustibili fossili e come energia elettrica di importazione spendiamo 35 mila miliardi annui. Per quanto riguarda la tecnologia e la sicurezza del nucleare, a loro dire, ambientalmente è più pulita in quanto non produce gas inquinanti né riscaldanti.
Non risparmiando neanche un commento nei confronti di Carlo Rubbia, accusato di perdere denaro e tempo col suo progetto di Reattore a fissione pulito.
Saluti Antonio Fasciano
Di Admin (del 11/11/2008 @ 01:01:25, in Notizie, linkato 323 volte)
L'Avvocato Tiziana Torsello
informa

Regolamento di condominio
L’art. 1138 c.c. precisa che quando in un edificio il numero dei condomini è superiore a 10, deve essere formato un regolamento. Ai fini del calcolo previsto dalla norma i comproprietari o i coeredi di una stessa unità immobiliare devono essere considerati una sola persona. Questo criterio però non può sempre essere adottato. Al contrario quando più appartamenti appartengono ad un solo soggetto, prevarrà il criterio soggettivo ed il singolo proprietario varrà, in ogni caso, come un solo condomino: in caso contrario si renderebbe obbligatoria la formazione del regolamento non appena il costruttore dell’edificio abbia venduto un appartamento. Del resto se un soggetto ha diversi appartamenti, cantine e box, in sede assembleare ha diritto comunque ad un solo voto, qualunque sia l’entità della quota che rappresenta ed indipendentemente dal fatto che questa sia costituita da una sola o da più unità immobiliari. Il regolamento previsto dall’art. 1138 c.c. è quello che viene formato dall’assemblea dei condomini.
Nella prassi è diffuso anche il regolamento predisposto dal costruttore ed accettato dai singoli acquirenti delle diverse unità immobiliari del caseggiato. Si parla di regolamento interno quello disciplinato dall’art. 1138 c.c. in contrapposizione a quello predisposto dal costruttore che viene definito come regolamento esterno. Secondo l’art. 1138 c.c., l’assemblea può approvare a maggioranza un regolamento che riguardi l’uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo diritti ed obblighi di ciascun condomino e norme che riguardino il decoro dell’edificio e l’amministrazione. L’assemblea nell’approvare il regolamento incontra dei limiti: i poteri di quest’ultima sono tassativamente fissati dal codice e non possono invadere la sfera di proprietà dei singoli condomini sia per le cose comuni sia per quelle esclusive. Il regolamento assembleare approvato a maggioranza non può introdurre criteri di ripartizione delle spese condominiali diversi da quelli previsti dal codice, né può imporre limitazioni all’uso delle parti esclusive o comuni, attribuire ad alcuni condomini dei maggiori diritti rispetto agli altri ed in nessun caso può disporre dei diritti individuali.
L’ultimo comma dell’art. 1138 c.c. contiene due diverse norme: la prima esclude che i regolamenti condominiali possano menomare i diritti spettanti a ciascun condomino in base agli atti d’acquisto o alle convenzioni; la seconda dichiara inderogabili le disposizioni del codice concernenti l’impossibilità di sottrarsi all’onere delle spese, l’indivisibilità delle cose comuni, il potere della maggioranza qualificata di disporre innovazioni, la nomina, la revoca ed i poteri dell’amministrazione, la posizione dei condomini dissenzienti rispetto alle liti, la validità e l’efficacia delle assemblee, l’impugnazione delle relative delibere. Nella prassi avviene che è lo stesso costruttore che impone già negli atti di vendita, attraverso i quali si forma il condominio, il relativo regolamento detto esterno. Questo modo di formazione del regolamento è il più diffuso perché a seguito della realizzazione di edifici di notevole dimensione e quindi con un elevato numero di condomini, è quasi impossibile trovare un accordo fra i proprietari per approvare un regolamento. E’ molto più pratico che il costruttore, prima di cominciare a vendere le diverse unità immobiliari, formi lui stesso il regolamento determinando le cose comuni, gli oneri di spesa, le tabelle ecc…e quando cominci a vendere faccia accettare espressamente da ciascuno degli acquirenti, nell’atto, quel regolamento. Fino a quando il consenso non è prestato il regolamento ha natura di proposta contrattuale con il consenso diventa un vero e proprio contratto.
Con questa procedura non è necessaria alcuna approvazione dell’assemblea in quanto ogni acquirente attraverso il contratto con il quale acquista resta obbligato ad osservare quel regolamento. Diviene efficace nei confronti degli acquirenti man mano che le diverse unità immobiliari vengono vendute:diventa efficace nei confronti di tutti, una volta che l’ultimo acquirente ha aderito ed in seguito diviene regola di condominio. Sia nel regolamento formato in assemblea che nel regolamento predisposto dal costruttore ed accettato dai singoli acquirenti nei rispettivi atti di vendita possono esservi, oltre a clausole regolamentari che disciplinano l’uso della cosa comune, l’organizzazione ed il funzionamento dei servizi condominiali, clausole di natura contrattuale che incidono nella sfera dei diritti soggettivi e degli obblighi di ciascun condomino. Sono clausole di natura regolamentare:
- le modalità di godimento delle cose e dei servizi comuni;
- la nomina dell’amministratore;
- la gestione, l’organizzazione e il funzionamento delle cose comuni e quelle a tutela del decoro dell’edificio.
Per aggiungere o modificare tali clausole è sufficiente una deliberazione assembleare con la maggioranza prescritta dall’art. 1136 c.c. 2° comma, vale a dire la stessa maggioranza che l’art. 1138 c.c richiede per approvarle, (la maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno la metà del valore del condominio ovvero 500 millesimi). Sono caratterizzate dal fatto che tutti i condomini le hanno volute ed accettate anche se sono limitative dei loro diritti. Tali clausole sono quelle limitatrici dei diritti dei condomini sulle proprietà esclusive o comuni, ovvero clausole che attribuiscono ad alcuni condomini dei maggiori diritti rispetto agli altri ovvero derogano ai principi stabiliti dall’art. 1123 c.c..
Tali clausole avendo natura contrattuale sono valide solo se approvate in assemblea da tutti i condomini o se predisposte dal costruttore, se accettate espressamente sempre dalla totalità dei condomini negli atti di acquisto perciò sono modificabili soltanto col consenso unanime dei partecipanti al condominio, che deve essere manifestato in forma scritta.Tali clausole vincolano i condomini che le hanno volute ed approvate in assemblea o se predisposte dal costruttore i partecipanti al condominio che le hanno espressamente accettate negli atti di acquisto, però, non vincolano affatto i terzi acquirenti a titolo particolare, cioè coloro che acquistano le unità immobiliari facenti parte del caseggiato: i condomini che vendono hanno approvato o comunque accettano le clausole contrattuali, mentre gli acquirenti sono terzi estranei agli accordi presi dai loro predecessori; se tali pattuizioni sono contenute in regolamenti trascritti nei pubblici registri immobiliari, una volta trascritto, l’atto è opponibile a tutti coloro i quali non hanno partecipato alla sua formazione (cioè i terzi acquirenti).In ogni caso le clausole contrattuali anche se non sono trascritte, possono comunque vincolare i terzi acquirenti purchè siano enunciate in modo chiaro ed esplicito, cioè sono vincolanti per gli acquirenti dei singoli appartamenti qualora, indipendentemente dalla trascrizione, nell’atto di acquisto si sia fatto riferimento al Regolamento di condominio che anche se non inserito materialmente deve considerarsi conosciuto o accettato in base alla menzione nel contratto.
L’utilizzazione da parte del singolo condomino delle cose comuni è legittima purchè non alteri la destinazione del bene e non impedisca agli altri condomini di farne un pari uso secondo il loro diritto: tale regime legale fissato dall’art. 1102 c.c. può essere sottoposto ad una diversa disciplina dalle norme del regolamento di condominio. I partecipanti al condominio, in sede di approvazione o revisione del regolamento con voto unanime possono approvare clausole che limitano o escludono, nell’ambito dell’autonomia negoziale, l’esercizio di poteri o facoltà sulle cose comuni, ad esempio vietare l’apposizione di insegne, targhe ecc…sui muri perimetrali comuni, l’apertura di finestre e porte, di parcheggiare o lavare l’auto in cortile …
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